Reviews - LESS THAN A CUBE

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Reviews

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...un trio torinese dai testi visionari e il groove assassino, che nelle nove tracce del loro omonimo album martellano nei territori a loro cari: grunge, post punk e indie rock, il tutto condito da chitarre affilate come mannaie, bassi sincopati e testi di livello assoluto.

VOTO: 8/10
Federico Traversi



Da Torino proviene una realtà interessante: i Less than a cube
che non il loro album omonimo sfornano un disco nettamente superiore a quelli di tanti altri.

Silvio Mancinelli



Un'interessante miscela, chiaramente debitrice del movimento post-punk che affinca ritmiche cupe e spezzate e atmosfere e un gusto per le acuminate sperimentazioni post-rock.

Rossana Morriello



Il trio torinese Less Than A Cube pubblica il suo primo album omonimo su VolumeUp dando vita a un confortevole quanto solido '90/00's indie rock. Tempeste emotive e struggimento in minore, melodie rassicuranti, come il genere richiede. 7/10

Andrea Prevignano


Questo disco riesce a inventare uno scenario moderno e nuovo utilizzando materiale riciclato. Ci sono le chitarre distorte del Rock, le ritmiche ossessive della New Wave, gli atteggiamenti intellettuali del Post Rock e dei testi che evocano universi onirici e cinematografici, tra nebbie, oscurità e mestizia...a dimostrazione del fatto che Less Than a Cube riescono a godere di un’identità personale che non ha bisogno di mezzucci o stratagemmi per uscire allo scoperto.  7/10

Joyello Triolo


I nove brani di questo debutto, combinando gli anni ’90 più rock/post rock con un sound vicino a quello degli Interpol, dà vita a un mix riuscito che attira l’attenzione e riesce a ritagliarsi un proprio spazio. Un lavoro ben ideato che tra atmosfere scure e animi pessimisti, tiene attenti per tutta la sua durata. Un valido esordio per una band che pare lavori con molta lucidità e consapevolezza. 7.5

Nicola Cerisola


Realtà new wave e in primo piano un’immagine dark che ne tratta indelebilmente le linee, contorno che viene colorato da tempi lenti e decadenti. Un’impalcatura che riduce di certo la popolarità raggiungibile da tali scelte sonore ma che è fatta con una coerenza di fondo e con una produzione all’altezza delle idee. Momenti neri, buio profondo in riff intimi, parti strumentali che vanno lontano dalle solite ricette che si sentono in giro, i Less Than A Cube riescono a portare il consumatore di rock (e non di metal) sei piedi sotto terra e immergerlo in una poltiglia di fango per lasciarlo solo nel suo stato depressivo. Da provare.

Marcello Zinno

 
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